S-CONOSCIUTI

Da "Sconosciuti" a "Conosciuti": Benvenuti ! Cliccando su “S-CONOSCIUTI” e scorrendo verso il basso vedrete i post in ordine dal più recente al più “anziano di data”. Buona visione, buona lettura e… se cercate la vostra immagine, rimanete sintonizzati, seguite i prossimi aggiornamenti, *Stay tuned*

Nicholas #036

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Nicholas ha 24 anni e le idee molto chiare,
fa una classifica di ciò che ritiene più importante nella vita:
…”al primo posto c’è la mia ragazza,
poi la famiglia, e poi gli amici”…,

vuole rettificare per mettere prima la famiglia …“nel senso che tanto lei, la mia ragazza, fa parte della famiglia”..., ma decidiamo di lasciare così le rispettive posizioni perché la prima risposta è quella che conta.

E” uno studente universitario in Tecniche della Prevenzione nell’Ambiente e nei Luoghi di Lavoro, gli piace giocare a calcio e stare con gli amici.

Nel momento in cui lo incontro è con la sua ragazza, stretti stretti, vicini vicini.

Torino, ottobre 2015

Alice #035

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Lei è Alice. Insegnante in una scuola superiore di Milano, è di Messina, ci incontriamo in un paesino in provincia di Asti, e anche lei è appena rientrata dalla Grecia, quanti giri fa il destino per farci incontrare!
E’ molto disponibile nel parlare del suo lavoro, sono appena successi fatti di cronaca in merito alle gite scolastiche e le chiedo cosa ne pensa:
…”secondo il mio parere, i tragici episodi che si sono verificati recentemente durante i viaggi d’istruzione sono molto pericolosi sia per chi li ha vissuti sia per gli studenti e gli insegnanti che preparano le valigie per il prossimo viaggio. Il viaggio è arricchimento ed emozione, ma è visto anche come la libertà di esprimere desideri che in casa vengono repressi.
Oltre a dare libero sfogo a tutta l’energia adolescenziale, purtroppo , per i più deboli, entra in gioco anche la “logica del branco”. Le “scariche di energia” in corso durante le gite possono essere canalizzate positivamente o avere conseguenze negative, o in casi estremi, tragiche.
Questo però non deve porre un freno alle gite scolastiche perché penalizzeremmo molti studenti che vivono il vero spirito del viaggio : zaino in spalla, origini alle spalle, occhi curiosi, un cuore aperto a nuovi incontri, una mente “accogliente”.

E’ un tema che le sta molto a cuore, e si capisce chiaramente da come ne parla.
Per me è un arricchimento incontrare persone come lei, disposte a fare riflessioni su vari argomenti, penso di aver trovato una mente “accogliente”, e le rubo il termine…
La sua è una bellezza tipicamente mediterranea, scuri i capelli, grandi e belli gli occhi e molta facilità di rapportarsi con le persone estranee.
Anche lei ha nella mente ancora il mare, ancora la Grecia, soprattutto ancora Francesco (#034)

Francesco #034

IMG_9466-1200+cornice©MPV2015  Maria Paola Viola

Lui è Francesco, è appena tornato dalla Grecia, dove ha un locale, ci trascorre sei mesi all’anno ed ora ha finito la stagione.
Lo incontro in una grigia giornata che sicuramente gli fa rimpiangere il mare appena lasciato, ha negli occhi un po’ di nostalgia.

Moncalvo, ottobre 2015

Luca #033

IMG_9447-1200©MPV2015 Maria Paola Viola

Lui è Luca. Ama tutta la buona musica, il rock in particolare, è un bassista.
Mi regala queste belle parole: ” amo la montagna, per me è sinonimo di purezza e libertà, mi piace camminare e “conquistare” la montagna ”
Per lui VINO = AMICI = FELICITA’
La voce di un suo amico intanto annuncia ” …abbiamo finito il vino…
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Moncalvo. Belvedere Bonaventura.
Si chiude lo scenario sul “quadro” in cui mi sono ritrovata ed i cui protagonisti sono Paolo (#030), Franca (#031), Laura (#032). Luca completa il gruppo.
Per me è stata una piacevole sorpresa conoscerli e averli ospiti nel mio progetto.
Moncalvo, 18 ottobre 2015

Laura #032

IMG_9444-1200©MPV2015  Maria Paola Viola

Lei è Laura,
e aggiunge solo un altro nome:
Ada
sua figlia.
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Il suo sguardo ipnotizza dolcemente.
Se dovessi usare un aggettivo per descriverla sceglierei “delicata”.

Franca #031

IMG_9456-1200©MPV2015  Maria Paola Viola

Lei è Franca, “di nome e di fatto”, così si presenta,
è appassionata di tango, le chiedo il motivo di questa scelta e mi risponde “perché mi diverte”, frequenta le lezioni al sabato sera, per lei sono importanti i suoi amici.
Fa parte del gruppo che incontro al Belvedere Bonaventura, è seduta vicino a Paolo (# 030) e anche lei mi accoglie con molta cortesia.
Mi piacciono i suoi occhietti che ti osservano curiosi attraverso gli occhiali dalla montatura color rosso scuro, la sua aria tranquilla e serena.

Moncalvo, 18 ottobre 2015

Paolo #030

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Lui è Paolo, lavora in una agenzia pubblicitaria,
ama andare in giro per le colline in Vespa con gli amici,
sintetizza in tre parole i suoi interessi: VESPA, AMICI, VINO.
Mi colpisce il suo sguardo diretto ed è il primo che noto fra i quattro ragazzi che conoscerò.
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Moncalvo, Belvedere Bonaventura.
Qui si viene per ammirare il panorama collinare nei suoi splendidi colori autunnali, non ci sono mai stata e decido di salire i gradini che portano in cima.
Mentre alcune persone stanno con gli occhi puntati in lontananza, i miei sono fermi su una simpatica scena, proprio qui, di fronte a me, quattro amici danno vita ad un insolito “déjeuner“, mi ricorda il famoso dipinto di Manet, con alcune varianti: non è “sur l’herbe“, ma sull’asfalto, è, sì,un momento di svago, ma anziché svolgersi nella calma della campagna parigina si svolge nella collina piemontese, per l’esattezza nel Monferrato; ci sono due uomini e due donne, una colazione appena consumata, o meglio un pasto frugale e dal sapore tipicamente e squisitamente genuino, l’atmosfera è cordiale e mi sembra di entrare nel quadro quando inizio a conoscere il primo dei commensali: Paolo.

Moncalvo, 18 ottobre 2015

Ambra #029

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Lei è Ambra, studentessa di Economia, scout da quand’era piccola, “perchè mi piace stare a contatto con la natura e con i ragazzi”.
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Moncalvo, cittadina nel basso Monferrato, oggi è animata dalla Fiera del Tartufo.
Tanta gente, visi anonimi, primi freddi autunnali. Davanti a me un berrettino di lana di colore nero si muove fra la folla, a stento riesce a coprire bei riccioli, è una giovane ragazza quella che si volta, bellissimi occhi in un viso che ispira subito simpatia.
E’ ben coperta fino al collo, penso sia previdente o sia abituata a stare all’aperto per molto tempo.
Sono questi i primi “indizi” che mi portano a conoscerla.

Laura #028

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Torino. A volte sono gli sconosciuti a trovare me.
Lei è Laura, si avvicina e si siede accanto a me sul muretto dinanzi allo skatepark, osserviamo i ragazzi che fanno evoluzioni, i suoi figli sono lì, lei vigile e attenta, io faccio le coccole alla sua cagnolina che si è venuta a sistemare ai miei piedi. E’ da un po’ che assisto col fiato sospeso allo spettacolo che offrono questi appassionati di skateboarding, le cadute sono di normale amministrazione e nessuno ci fa caso.
Laura si dimostra tenerissima nel baciare in fronte uno dei suoi bimbi che è appena “scivolato” ed è corso da lei per ricevere un abbraccio di consolazione e incoraggiamento, per poi ripartire e proseguire sicuro.
Mi colpisce questo suo gesto, mi colpiscono i suoi occhi grandi e verdi, stiamo parlando da qualche minuto e noto la sua spontaneità e curiosità, le parlo del mio progetto, mi dice “anch’io sono un’appassionata di fotografia” e accetta di farsi ritrarre. Mentre scatto, alcune ciocche si muovono ribelli sulla sua fronte, ma lei non si scompone.
Quando ci salutiamo ho l’impressione di averle comunicato molte più informazioni su di me di quante non ne abbia voluto dare lei di se stessa, mi rimane una sensazione di mistero o di domande non fatte, oltre alla soddisfazione di aver trovato la mia protagonista di oggi.

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Le cadute e le rialzate degli skaters mi fanno pensare al ritmo della vita, agli alti e bassi che incontriamo, c’è chi si rialza subito e affronta un altro lancio, c’è chi si sofferma un tantino a guardare i danni, ma per tutti la corsa continua, con ritmi diversi a seconda dell’abilità, dell’esperienza, della fortuna, del carattere.
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“Se cadi, rialzati, affronta le avversità e trova sempre il coraggio di proseguire.
Fai della tua esistenza qualcosa di spettacolare.”

Sergio Bambarén, Lettera a mio figlio sulla Felicità

Ingrid #027

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Ingrid respira aria fresca e si gode queste giornate di sole, prima di rientrare a Torino dove studia psicologia, ha scelto questa facoltà perché trova le persone “incredibilmente affascinanti”, ed è una espressione che mi piace molto e che condivido.
Si definisce “pigra e abitudinaria” , è una ragazza dall’aria semplice e genuina, ha grandi parole di ammirazione per la mamma, mi colpisce perché molti giovani solitamente criticano i genitori, lei invece ne è sostenitrice e vuole far sapere molte belle cose su di lei. (Patrizia # 025)
Con lei ci sono anche il nonno, (il Sig. Remo # 026) e Skye, che è un temerario e richiama l’attenzione altrui abbaiando a più non posso anche ai cani molto più grandi di lui.

Gressoney, ottobre 2015